Feb
23
LavorIkeaRemocasinototale
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E’ un bel periodino. Tranquillo, pacato. Una casa nuova da arredare, senza un muro dritto. Compito alquanto impossibile, almeno per uno come me. Genitori ormai prossimi alla terza eta’ che rendono qualsiasi inezia un dramma ottocentesco. Specialmente se trattasi di arredamento. E io, in quanto figlio unico verso cui viene convogliato l’uragano di amore genitoriale, subisco tutti gli effetti di questo delirio. Aggiungiamoci il lavoro che ha ridotto in brodo di letame gli ultimi neuroni rimastimi e il gioco e’ fatto. La paziente Danza subisce tutto cio’ fornendomi il supporto psicologico necessario, ed io ben mi offro ad essere cavia delle sue ricerche subconsciche.
Ma per fortuna che c’e’ stato Sanremo che mi ha tirato su il morale, fornendomi un quadretto veramente succulento della musica italiana. Ah, che spettacolo. Il figlio di un pappone svizzero che fa della propria cultura e della propria religione un baluardo di patriottismo, un cantante pseudolirico che inneggia alla patria che tanto e’ cara al suo vecchio committente Silvio e un malato di tappeto verde che fa da collante tra musica e televisione. Pura poesia.
E il vincitore. Ah, il vincitore. Un sublime esempio di interpretazione drammatica, di espressivita’ artistica e di intonazione. Per lui e la sua simpatica amica avrei serbato come premio un bel biglietto solo andata per il parcheggio di Famagosta, incluso buono per uno stupro alle 3 di notte.
Fortunatamente ieri sera il buon Dave Matthews con la sua banda mi ha intrattenuto per 2 ore e mezza facendomi dimenticare tutte le angherie alle quali sono stato sottoposto ultimamente. Uno spettacolo fantastico. A parte quell’inetto di Boyd Tinsley che ha violentato quel povero violino facendo uscire solo lamenti atroci. Ma tant’e', tutti gli altri erano mostruosamente bravi.
Ed e’ stato un sollievo. Anche se ’sto pezzettone di cacca non mi ha fatto Grey Street.
Jan
25
Away from Clastidium
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Ritorno alla sana vecchia cara abitudine di scrivere delle nostre trasferte leggendarie. Quello che si e’ appena concluso e’ stato un uichend onderod che mi ha reso veramente appappanado.
Venerdi’ sera abbiamo testato il palco del nuovo Tander di Casteggio e abbiamo roccheggiato un bel po’. In realta’ io ho testato il mio ginocchio destro il quale pero’, dal canto suo, non aveva molta voglia di essere messo alla prova dai miei consueti atteggiamenti da mangusta isterica e ad ogni salto lo sentivo bestemmiare in lingue sconosciute. Ciononostante ci abbiamo dato dentro e alla fine eravamo sudati e felici. Un po’ come dopo una bella trombata. La serata e’ poi proseguita tra ballere vestite di mutandine argentate e Facci che tentava di disarticolare le braccia di una consenziente fanciulla incline al masochismo. Nel frattempo mio cuggino si propone come manager della band sfoggiando le sue doti di comunicatore pappone. Succulento direi. Banda dei cVetinetti al completo, con un Bashish in forma ottima e Ste che non ha dato segni di affezione da cagotto. Eccezionale.
Sabato pronti e svegli, si parte per Macerata. Il Rockaway ci aspetta. Viaggio liscio con Paolino che mi fa da chauffeur causa le mie articolazioni da novantenne. Arrivati sul posto ci accoglie l’ottimo Henry, proprietario del locale, il quale ci scorta all’agriturismo dove avremmo pernottato. Entriamo e ci accorgiamo che siamo gli unici clienti, anzi gli unici abitanti del casolare. I proprietari sono amici di Henry e gli hanno lasciato le chiavi. Siamo cinque pirlazze in paradiso. L’unica pecca e’ che lo sciacquone del cesso della mia stanza non funziona. Ma me ne accorgo solo dopo aver lasciato libera la marmotta. O_o
Ci scialliamo un po’ e andiamo a fare i suoni. Il locale e’ molto carino, totalmente tatuato da locandine di concerti storici e memorabilia di ogni tipo. Finito il check ce ne andiamo al ristorante a squarzare ravioli al cinghiale.
Il concerto fila abbastanza bene, nel finale subentra ahinoi qualche problema di ascolti ma arriviamo alla fine senza grossi danni. I grossi danni arrivano adesso. Henry ci obbliga allo stongiamento. E io accolgo l’invito appieno. Si inizia con chupiti improbabili fatti da vodka limone + vodka pesca. Sono all’antipasto. A fine serata non so piu’ quante vodka lemon ho bevuto ma so solo che vedo il mondo a scatti e socializzo con autoctoni a caso realizzando un gemellaggio Pavia-Macerata veramente di qualita’. Il numero uno della serata e’ un tizio grande e grosso trasudante alcool che si esprime unicamente tramite vocali. Sembrava un po’ Boris del Boccio. I discorsi erano della seguente tipologia:
“Ooo, AAAAEEEEEOOOOO….UAIEIOOooooo…Eiii”
“Figa si’ c’hai troppo ragione fratello”
“iIIIIIIieEAAUEEEEUAAAAA OOOIiIiiOOOEEEeee”
“Ahahahahahah!!!! Sei un grande!”
eccetera eccetera.
Quando a fine serata si torna in albergo sono talmente in condizione che drocco per terra come uno gnu imbalsamato. Considerando che il mio compare di stanza Negracci e’ nelle mie stesse condizioni e’ d’obbligo la lampada accesa.
E il mattino dopo sono scimmie urlanti nel cervello. Ma tanto sono solo 4 ore di viaggio per tornare a casa. Per noi e’ robetta.
YEAH!
Jan
18
Anno nuovo?!?
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Ommioddio. Non scrivo da un paio di ere glaciali. E adesso e’ il 2010. Se ci penso il mio cervello diventa un monolocale al piano interrato. Perche’ se faccio la differenza tra 2010 e il mio anno di nascita il numero che ne scaturisce ha delle connotazioni inquietanti e mostruose. Quindi bisogna darsi da fare perche’ il cauntdaun e’ gia’ iniziato. Mi rimbocco le maniche, mi spacco il culo e prendo a cazzotti l’umanita’ intera per farmi largo in questo marasma.
C’e’ da considerare che sto diventando un ometto. Con una casa nuova che mi attende e che sara’ una casa vera, non piu’ una tana con un pagliericcio da studente lavoratore. Ma non posso essere gia’ cosi’ avanti con gli anni, cazzo! Devo fare ancora troppe, troppe cose e Dio solo sa se ne avro’ il tempo. Le ultime vacanze di Natale Erasmus mi hanno dato la mazzata finale facendomi credere di essere ancora giovane. Purtuttavia mi resta quasi un anno per dimostrare che sono ancora uno cazzuto. Welcome to hell!
E, come direbbe il suoerfico di Duke Nukem, “Damn I’m good!”
Che il cauntdaun abbia inizio.
Nov
6
L’elemento perfetto
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Once he had forests and mountains
That were only his - listening to him
Once he would run through the summer days
Catching memories for ages to come
Now he is dressing this naked floor
With his flesh and blood, and times passes by
His trade of pain might just have lead him
To deal with consequence
For some change as time passes by
Anni. Anni fa.
Jul
30
Policastra Policastrorum - pt. 1
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L’ impresa napoletana e’ stata piuttosto epica. Noi che ormai di traversate dell’Italia ne abbiamo fatte siamo comunque stati duramente provati da quest’ultima (eheh) trasferta. Partenza con il nostro bel furgone giovedi’ sera a mezzanotte. Il delirio da insonnia e’ preponderante e il furgone non aiuta, dal momento che quei fottuti sedili sembrano essere fatti apposta per sentirsi comodi come un triceratopo in freezer. Spunta il giorno e passiamo Napoli. Il giorno diventa mattina e siamo sulla Salerno-Reggio Calabria. Un videogioco del rally. Buche, curve a gomito e lavori in corso come se piovesse, il tutto rigorosamente affrontato in monocorsia. Quando davanti ai nostri occhi iniettati di sonno e sangue si profila l’hotel decidiamo di credere nei miracoli. 10 ore e 30 minuti di viaggio. Eccezion fatta per Pasticcino ci buttiamo subito a mollo in mare per poi dissalarci in piscina. Aaaahh. Doccia veloce e poi si sfrutta la pensione completa con un pranzo paiella.
Si dorme? Zero. Si va a fare un’intervista per una TV locale. Alle due del pomeriggio quando c’e’ un bel fresco. Sembriamo 4 (Paolino rimane in albergo a riposarsi il bastardone) salamelle su una graticola, c’e’ un caldo fottuto e io pezzo come un dromedario. Il top pero’ lo raggiungiamo quando una signora scende in piazza e va verso il regista dicendogli che in casa si vedono le immagini ma non si sente niente. Fantastico. La prima intervista muta della nostra storia.E intanto assomigliamo sempre piu’ a zombi abbronzati. Niente sonno. Avanti.
E’ il momento di andare a vedere il palco. Che e’ davvero fico. Quindi il sonnellino che facciamo in albergo appena dopo e’ ancora piu’ gustoso.
Dopo cena andiamo sul posto all’orario pattuito e ci accorgiamo che la scaletta dello spettacolo e’ in ritardo mostruoso. Morale: avremmo dovuto suonare a mezzanotte mentre alle due non eravamo ancora saliti sul palco.
Porco di qua, porco di la’. Alla fine si rimedia al tutto spostando il concerto al giorno dopo, a meta’ serata.
E ora….letto. AAaaaaaaaaaaaaaah
Jun
30
Palco Italia
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Domenica. Mi alzo alle due, pranzo con un quarto di bue alla piastra e sgargarozzo Coca-Cola con rutto libero. Me la sciallo con la Ce guardando un horror giappo con assortimento di tipe psicopatiche. E proprio nel post horror, mentre entrambi ci appisoliamo con la bavetta e la bolla alla narice, mi chiama il buon Negracci per avvisarmi che alle 21.30 dobbiamo essere sul palco di Radio Italia a Rho. Ottimo, dico io. Tanto stasera non ho niente da fare. Nel frattempo percepisco un’ondata di madonne varie e di imprecazioni in cirillico provenire dalla Val d’Aosta dove Paolino stava trascorrendo il uichend (che si sarebbe concluso il giorno dopo) appeso alle pareti rocciose locali. Tempo zero (piu’ o meno…) si parte alla volta della cittadina Raudense. Arriviamo in loco e c’e’ un macello disumano di ragazzine, genitori, cani, gatti e ambulanti che vendono braccialetti luminescenti. Il palco e’ enorme e situato in una piazza satura di tinegers. Una volta ottenuto il pass mi fiondo al banco sushi dove il giappetto locale ha appena ultimato degli ottimi rotolini che mi scofano senza pieta’.
Ancora con un pezzo di cetriolo tra i denti ci chiamano e via, si va. Davanti a noi gli Audio2, dietro di noi Chiara Canzian. Credo che tutti sappiate come la penso circa questa ennesima figlia di Pu. La presentatrice ci chiama sul palco: “Ecco gli Ultima, che suonano il loro nuovo singolo DOMANI!!! ”
No comment.
Ovviamente saltiamo come dei tarantolati e il pubblico gradisce alquanto. Io mi pezzo come Bud Spencer alla sagra della Sugna e sono felice. E dopo aver gustato una specie di RedBull al peperoncino (mmm che sciccheria) ce ne andiamo mentre la folla e’ ancora in delirio per i vari figli di Amici.
Comunque…viva il Rocchenroll.
Jun
18
Me l’hanno squadrellata
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la minchia. Si’ perche’, come diciamo noi giovani, e’ ora di basta. Mi hanno sdrumato i coglioni con Amici. Mi hanno disintegrato gli zebedei con X-factor. E adesso ci si mette anche la T-band che fa finta di essere una band e fa finta di suonare una cover (fatta male) di Bocelli. E mi spaccano le palle. Senza contare che i miei gioiellini quest’anno ne hanno gia’ passate abbastanza.
Basta, veramente. Giocare a scacchi contro Kasparov e’ piu’ facile che fronteggiare i sottprodotti della televisione. Sembra che la gente venga ipnotizzata, si comportano tutti come carcerati che dopo 10 anni di galera vengono portati a una festa privata di Penthouse. Solo che qui si tratta di dischi. E si sa che la De Filippi e’ una signora produttrice discografica. E che ormai la discografia italiana e’ tutta in televisione e che per registrare un album bisogna fare un reality.
Ma andate a cagare. Fatene tanta.
Arrivera’ il giorno della resa dei conti, brutti stronzi. E la vendetta di Giotanni sara’ implacabile. Locuste e pioggia di sangue. Tom Araya, dammi la forza.
May
15
Ministri…?!?
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…ma quanto fanno cacarone dal vivo????
May
14
Io la Domenica…Scotto!!!
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Rieccomi. Dopo mesi di silenzio tolgo un po’ di polvere dal mio beneamato blogghe perche’ una minima di autopromozione (nonche’ di autocompiacimento) e’ d’obbligo. Dopo Sanremo ci siamo tutti introiettati nella produzione e nel lancio di Domenica, sia singolo che video. E grazie alle magie del mirabolante Negracci abbiamo fatto una figata che spacca i culi ai passeri tibetani. Signori miei, ammirate codesto video:
e soprattutto ammirate il magnifico Pino Scotto che buca lo schermo da par suo. Devo dire che anche i miei calzini sono assolutamente degni di nota. Anche la felpina che indosso mi piace un casino, peccato che mi e’ stata prestata da uno dei registi. Nel frattempo in saletta e’ un delirio di pezzi nuovi, stiamo producendo piu’ roba di uno sbronzo che fa colazione con un gin tonic scaldato con del punch al mandarino.
E in mezzo a tutto questo bordello sto cercando casa. Beh, e’ piu’ facile cercare di far diventare eterosessuale Malgioglio. E’ un inferno dantesco. Ma porca zoccola! “Trilocale posizione centralissima luminosissimo”. Si’. Quinto piano senza ascensore. “Ampio appartamento vicinanze Duomo con bellissimi soppalchi”. Si’. Sul soppalco devi stare in posizione fetale e se guardi giu’ vedi direttamente la tazza del cesso. “Stupenda mansarda con bellissima vista sui tetti del centro”. Si’. Pero’ quando la mattina ti alzi dal letto sono commozioni cerebrali a gogo’ per le mine che ti pigli sulle travi a vista. Eccetera eccetera. E ormai credo di averli visti tutti. Le immobiliari mi conoscono per nome e tra un po’ inizieranno a portarmi fuori per un aperitivo. Spero di quagliare al piu’ presto perche’ senno’ uccido qualcuno. Cominciando dal figlio dei miei attuali vicini che mi ha preso a maximum exemplum vitae e appena mi vede mi stritola i maroni (che gia’ non sono in formissima) su ogni genere di cacata. Ieri era assolutamente in menata perche’ non sapeva se togliere o meno la pellicola di plastica dal suo portatile nuovo. Un’altra volta viene da me e si lamenta perche’ scarica i film da Emule scoprendo poi che sono dei pornazzi. E TI LAMENTI ANCHE???? Avessi avuto io certe fortune da giovane. Si’, forse adesso sarei cieco…pero’ sai che divertimento da adolescente?
Vabbe’, basta. Per ora e’ tutto. Vado a dipingermi di rosso e poi in serata catechizzero’ un paio di zebre.
Mar
4
RetroFestival - Pt.2
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E’ sabato mattina. Sembriamo cinque cadaveri appena riesumati ma le interviste incombono. E via in sala stampa. Fortunatamente per pranzo ci rifugiamo in un bel posticino in cui lo spaghetto alle vongole da’ il meglio di se’. Nel pomeriggio si torna in Piazza Colombo per suonare qualche pezzo e l’immancabile Nonno Vitolani mi offre il caffe’ intrattenendomi con aneddoti di ogni tipo. Teo ma sei sicuro di essere nipote di tuo nonno?!?
E’ quindi il momento di tornare al casino’ dove, tra una RedBull e l’altra, ci attende una diretta televisiva su un canale di Sky. Se avessi la registrazione vi assicuro che sareste per terra dal ridere. Quasi meglio della Sagra della Pancetta di Santa Maria della Versa.
Ma bisogna muoversi, tra poco si va all’Ariston che’ c’e’ l’ultima serata. Non abbiamo tempo per cambiarci, quindi io mi infilo una maglietta a righe improbabile e la felpa degli Ultima. Va da se’ che sul palco fa un caldo fottuto e la felpa non riesco a tenerla, sotto le ascelle ho delle risaie. Non l’avessi mai fatto. Appena rientrati dalla pubblicita’ il buon Bonolis viene verso di noi e…”Guardate questi ragazzi, tutti vestiti bene…o meglio…QUASI tutti. Qualcuno e’ in tenuta da bucaniere”
E vabbu’. Meglio bucaniere che metallaro pezzato.
Siamo a meta’ serata e la mia vescica urla. Durante la pubblicita’ mi fiondo alla tualet ma ne faccio troppa e non riesco a rientrare in tempo. Resto cosi’ in attesa dietro le quinte e mi godo lo spettacolo chiacchierando con un’autrice. Pare che dalla Sardegna si sia scatenato un putiferio di messaggi per Carta. “Ma vince lui?” e lei: “..mah…tra Sardegna e la De Filippi…tu che dici?”. A voi le conclusioni.
L’epilogo lo conoscete tutti. Ma prima di concludere vorrei indicarvi il sito di un collega conosciuto all’Ariston. Vale davvero la pena. Specialmente il video di “Sole di Maggio”. Ho in mente di fondare un fan club.
Io e te…su e giu’ nel cielo bluuu….
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