L’eterna lotta tra arte e tecnica

Oggi intraprendo la strada tortuosa e dispendiosa della ricerca di nuova strumentazione. Ho iniziato dalla parte piu’ facile e (MOLTO relativamente) meno costosa: il reggitastiera. Va da se’ che non potevo acquistare un modello normale, percio’, in attesa di progettarne uno che mi consenta di fare concorrenza al Boosta, mi sono concesso uno Spider Pro della K&M (il nome e’ gia’ identificativo). Tamarro ma con classe. Oggi dovrebbe arrivare, lo testero’ al piu’ presto.  Nel frattempo eccolo:

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E poi comincio a sognare…sognare…una Clavia Nord Stage 88. Non una tastiera. Un gioiello. Tasti pesati,  suoni di pianoforte da brividi, banco Organo e banco synth. E come tutti i sogni, costa cara. Oh, se costa cara! 3000 euri. Mi fate il regalo di Natale? Dai, dai … lo so che mi volete bene!

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Grasso

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Ieri visita medica.

“Quanto pesi?” chiede il medico.

“Mah…76-77 piu’ o meno..” faccio io.

“Sicuro? Vai sulla bilancia”

Risultato: 81 chilogrammi.

Sono obeso.

Ok, ok. Un anno in piu’ sul groppone e vi ringrazio per avermi addolcito la pillola. Venerdi’ scorso ci siamo divertiti parecchio e il laiv e’ andato molto bene, fortunatamente il locale era discretamente imballato e abbiamo fatto bella figura. Io sono salito sul palco in condizioni discretamente schifose, perche’ ovviamente passano gli anni e i miei anticorpi non sono piu’ quelli di una volta. Ma durante il concerto sudo come un beduino che veste GoreTek (o GoreTex? boh..) nel deserto e la febbre se ne va insieme ai sali minerali. Dopo lo scio’ ci aspetta una lunga intervista che mi fa scoprire il mio vero nome : Gianfranco. Leggetevi l’intervista e fatevi due risate quando vengono fatte domande al tastierista Gianfranco.

La serata si conclude con il proprietario del locale che sciorina barzellette infarcito di bamba fin nel duodeno. Il tizio in questione e’ un milanesotto sbambone dall’accento imbarazzantemente indigeno. E da’ prova della sua milanesita’ in piu’ e piu’ occasioni descrivendo di quando hanno allestito il party svedese con le fighe bionde e di quando ha fatto cantare i cigni nel fiumiciattolo che scorre dietro il suo ristorante. O signur. E il mio buon cugino sul finire della serata si trova anche a dover discutere con il suddetto. Con i risultati epocali che vi lascio immaginare. Un confronto titanico direi.

Ora sono reduce da una due giorni di convenscion ingegneristica e devo dire che piu’ che una convenscion e’ stata una sfilata di casi umani. Persino le hostess erano dei water ( e neanche di design).

Sono esperienze che segnano.

Mi e’ venuta un’ideona per un nuovo drink a base di gin: si chiamera’ GINOCCHIO.

Il problema e’ che non mi sovvengono, oltre al distillato in questione, altri ingredienti intelligenti.

Ho bisogno di suggerimenti.

Ah, ricordatevi tutti che venerdi’ invecchio. E venerdi’ sera sarebbe cosa gradita vedere tutti i vostri bei faccioni qui:

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Chi non viene e’ un caganusso cacazzirettante.

Altro uichend di delirio Ultima. Venerdi’ di buon mattino inizia la nostra traferta salernitana. Squadra quasi al completo dal momento che Negracci ci avrebbe raggiunto il giorno dopo. Dopo 8 ore di traversata giungiamo alla meta e ci rechiamo verso l’ostello che ci avrebbe ospitato. Nel frattempo Rusty ammazza di botte Paolino e il Walla che gli hanno poco prima sottratto il cellulare con intenti poco lusinghieri e mi spezza una gamba per averlo chiamato con il suo nome di battesimo. Cosi’, sopravvissuti alla violenza, ci avviamo all’ostello che si rivela un posto mega stiloso, con chiostro interno dotato di bancone bar e fontanella con pesci sguazzanti. Posiamo i bagagli e ci facciamo un giro per il fichissimo centro storico di Salerno per vedere la piazza dove avremmo suonato il giorno seguente. Tutto molto bello, palco compreso. L’unica pecca e’ il freddo polare che imperversa accompagnato da un vento devastante che concorre con la nordica bora. E ovviamente il mio organismo reagisce seminando meteoriti di gas intestinale a tutto andare.

La manifestazione a cui partecipiamo e’ un festival dell’arte giovanile, quindi c’e’ di tutto, pittoriscultoripoetimusicistidesigner e via dicendo. La sera si va a cena oltughedar grazie ai pulmini che l’organizzazione ha messo a disposizione.

E qui conosciamo il vero protagonista della storia: IS.

Is e’ un ometto basso scuro con la faccia da focaccina Panem e ha lo stramaledetto vizio di non capire una mazza, o meglio di anteporre a qualsiasi sua risposta un “Eh..?” per poi proseguire la frase. Roba tipo:

“E’ molto lontano il ristorante?”

“Eh?… no, no, diescimmenute”

“A che ora si riparte per tornare in ostello?”

“Eh?… Alle dueemmezza”

ecceteraeccetera. E non potevamo che soprannominarlo Is.

La cena e’ un massacro di cibo. Dopo una giornata passata tra Autogrill vari a rimpinzarsi di Bufalini Silani Valpadani Rustichelle Spizzico e merda varia abbiamo l’apparato digerente in zona cesarini ma, nonostante cio’, spazzoliamo dall’antipasto al dolce senza pieta’. Dade verra’ per questo accompagnato da una bella tachicardia che lo accompagnera per tutta la notte.

Sabato mattina sveglia presto per andare a fare un’intervista a TV Oggi. Sorvoliamo. Subito dopo colazione con cappuccio e cannolo siciliano per poi recarsi a fare una seconda intervista a Telecolore. Gia’ meglio. Ed e’ ora di pranzo. Prendiamo il nostro bel furgoncino e raggiungiamo il pulmino guidato da Is per seguirlo fino al ristorante. E Is si rivela un mito di uomo: appena ci perde di vista si ferma ad aspettarci e ci guida come un segugio fino al ristorante. Luogo dove ovviamente scofaniamo fino all’inverosimile per poi tornare in ostello e collassare a letto, in attesa che il buon Negracci ci raggiunga. E cosi’ e’.

All’ora pattuita raggiungiamo la piazza per fare il saundcec. E dopo i primi momenti di spavento con microfoni che urlano con fare da uomo di Cro-Magnon i suoni si assestano meravigliosamente e ci sentiamo appappanadissimi. E il concerto che ne segue e’ altrettanto appappanado. Facciamo un’ottima figura e ci pigliamo litrate di complimenti sia dal pubblico che dalle organizzatrici. Non c’e’ che dire, i live al sud sono sempre mega appaganti. E dopo il concerto, manco a dirlo, si va a mangiare il pesce in una trattoria attigua alla piazza in cui spicca un cameriere di colore che parla in napoletano. Da paura.

Tornati in ostello facciamo gli imbecilli per un po’ e poi a letto. Domenica si parte presto. Ci svegliamo e scendiamo alla reception. E qui chi ti troviamo? Il grandissimo Is. Che prontivia ci carica sul pulmino e ci accompagna in albergo da Rusty che ci aspetta in furgone. Is e’ il vero eroe di questa epopea. Ha anche bigiato la Sagra della Pizza per rimanere a sentire il nostro concerto. Che fan, signori.

E da lunedi’ sera (ieri) sono ficate. Parole e dintorni e’ il nostro ufficio stampa e promozione.

E andiamo.

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:-D

O mama!

Festival Show a Marostica. Finalissima. Ecco la foto che vale tutto il festival.

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Questa volta il buon Antonio Carta ci ha fatto proprio una bella sorpresa. E venerdi’ pomeriggio ci si imbarca sul volo per Olbia, destinazione Mores (paesino nell’entroterra sardo). Il volo Meridiana e’ decisamente piacevole, soprattutto per quanto riguarda il personale di bordo. La hostess piu’ bassa era circa un metro e novanta. E tutte decisamente piacenti. Ebbrava Meridiana.

Si arriva in loco con il nostro fantastico furgone Europcar mentre la band di supporto sta facendo i suoni. Il posto e’ molto carino, un piccolo anfiteatro. E il sound check corre via liscio. La nostra formazione e’ decisamente d’assalto: oltre al trio inossidabile  Antonio - Santi - me medesimo la band annovera Carmelo al basso (fratello di Santi nonche’ bassaro della band di Fiorello) e Rino alla sbattera (batterista della Corrida!). Special guest la corista Laura il cui cognome non posto perche’ vi conosco stronzetti e fareste del facile umorismo.

Finito il cec si va a cena e veniamo scassati da due tonnellate di lasagne al forno, salamini vari, pecorino e olive. Il tutto innaffiato da vino rosso e accompagnato da biscotti e amaretti come dessert. E cosi’, dopo l’immancabile mirto, siamo pronti. Si va.

Con una sezione ritmica cosi’ e’ dura suonare male. Il concerto e’ una figata, siamo stra-appappanadissimi  e ci lanciamo in un live da paura. Il pubblico gradisce assai e risponde. Veniamo tutti subissati di complimenti, roba da arrossire. Non nascondo di essermi sentito figo :-D

E cosi’, finito lo scio’, tutti sul furghello che’ l’aereo parte alle sette di mattina. Sosta di un’ora in albergo e poi via in aeroporto. Ci imbarchiamo per il rottissimo della cuffia e si torna a Milano. Totale ore di sonno: 0.

Mentre aspetto il bagaglio noto dei personaggi curiosi: Pino Scotto con la band e L’Aura e i Rezophonic. Evidentemente quel volo a un orario da drogati era molto ambito dai musicisti. O quantomeno costava poco.

Tocco il letto alle 10.30 e svengo. I contatti col mondo sono eliminati fino alle sette di sera. Sbatti inverecondo ma ne e’ valsa proprio la pena.

Ferie finite. Poco sonno stanotte per via dell’impari battaglia che ho combattuto (nonche’ perduto) contro l’esercito di zanzare che ha invaso la mia microdimora. Stanchezza recondita dovuta alle lunghe prove di iersera in previsione della trasferta sarda di venerdi’, a Sassari con la leggendaria Antonio Carta Band.  La settimana sui bricchi mi ha portato, oltre alla classica serie di scorribande con i miei amichetti stongi, un pezzo nuovo che suona davvero bene. Finalmente torno a scrivere roba decente. Speriamo di rimetterci in breve a lavorare in studio.

Appappanado nello spappanadamento.

O MAMA!

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Bene. Stamattina ho fatto un attendibilissimo test e ho scoperto di essere nientepopodimenoche…

You scored as a Satanismo
Il tuo risultato è Satanismo. Le tue convinzioni si avvicinano maggiormente a quelle del Satanismo! Prima che tu urli, fai qualche ricerca a riguardo. Per essere satanista, non devi necessariamente credere in Satana. Il Satanismo generalmente si concentra sull’avanzamento spirituale di sè stessi e nella libertà di scegliere arbitrariamente, piuttosto che sottomettersi a qualche divinità o restrizione morale. Fai qualche ricerca sul Satanismo se pensi immediatamente allo stereotipo del culto satanico. Potresti anche esser vicino a religioni terrene come il Paganesimo.
Satanismo 80%
Agnosticismo 70%
Induismo 55%
Paganesimo 50%
Cristianesimo 50%
Ateismo 45%
Islam 45%
Buddismo 45%
Paranormale 35%
Confucianesimo 35%
Ebraismo 10%

Ok. Andro’ dal mio nuovo mentore spirituale Tom Araya e questa sera mangero’ interiora di cane crude.

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